Formia città per la pace – aggiornamenti

formiapaceRipartiamo dalla nostra città! Formia ha accolto con entusiasmo l’invito dell’Assessore alla Cultura Manzo dando vita al Coordinamento cittadino per la Pace, i diritti Umani e la Cooperazione tra i Popoli. Una Rete di associazioni, fondazioni, organizzazioni sociali ed umanitarie, parrocchie e cittadini, che ha fatto proprio l’obiettivo di promuovere in maniera condivisa una vera cultura della pace, perché Formia realizzi “la Città dei diritti Umani”. E’ l’avvio di una nuova stagione di pensiero, e di azione, fondata sulla partecipazione collaborativa, che pone al centro il nostro patrimonio umano, i giovani, ma non solo, alla ricerca di una rinnovata identità culturale e solidale della città.

La costituzione del Coordinamento cittadino sarà inserita nella delibera di adesione del Comune di Formia al Comitato Nazionale degli Enti locali per la Pace e i Diritti Umani. Adesione che, ha ricordato l’Assessore alla Cultura Maria Rita Manzo, era stata annunciata già a fine settembre con la partecipazione alla Settimana della pace, attraverso l’organizzazione di una giornata di sensibilizzazione, la Giornata della Pace del 6 ottobre 2013, alla quale hanno aderito numerose associazioni, parrocchie, cittadini.

Al Coordinamento, aperto a quanti intendano impegnarsi in questo progetto, hanno già aderito oltre trenta organizzazioni, ma quasi ogni giorno si registrano nuove adesioni, segno di una società civile partecipe e vitale. Ripartire dalla città vuol dire infatti ripensare la vita nella nostra città, le relazioni, la convivenza, la condivisione, i diritti, lo sviluppo umano, il bene comune, la salute, l’ambiente. Vuol dire rigenerare una nuova vita comunitaria, per costruire una città che risponda alle nuove emergenze, che garantisca e difenda i diritti fondamentali di tutti, protegga le persone più vulnerabili, ma che insieme sia una città di tutti, con le porte aperte, con gli occhi aperti al mondo, nella quale c’è una responsabilità per tutti. Il Coordinamento cittadino diviene allora luogo di riflessione, confronto e progettazione comune, strumento per rafforzare la capacità di lavorare insieme, per la promozione di una nuova cultura della pace, dei diritti umani e della cooperazione internazionale, attraverso la valorizzazione delle singole competenze e delle buone pratiche.

La prima riunione organizzativa ha individuato alcune tematiche che saranno sviluppate nei prossimi mesi di attività : legalità, dialogo interculturale, gestione dei conflitti, educazione. Ha messo a punto una serie di linee guida di azione comune : il diretto coinvolgimento delle scuole nel Coordinamento; la realizzazione di un Calendario di iniziative del Coordinamento che si concretizzeranno in azioni comuni programmate e condivise, o in azioni delle singole associazioni sui temi della Pace, dei diritti Umani e della cooperazione tra i Popoli che il Coordinamento patrocinerà come ” Formia città della Pace“.

Il periodo natalizio vede già in programma un evento di grande pregio. “Formia città della pace” celebra il 65° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Il gruppo 277 di Formia di AMNESTY INTERNATIONAL, in collaborazione con la Compagnia Teatrale ” Imprevisti E Probabilità ” di Raffaele Furno, propone La Vita è in gioco, favole sui Diritti Umani, in scena i giorni 19 e 20 dicembre al Teatro Remigio Paone.

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Formia città per la pace

Giornata della Pace

Giornata della Pace

 

Per maggiori info Formia città per la pace è su FB

 

 

 

 


DOPOSCUOLA IN LINGUA DEI SEGNI A FORMIA

Società cooperativa Lyceum

Società cooperativa Lyceum

 

 

Nasce un nuovo servizio educativo presso il centro  Lyceum Società Cooperativa.

Il centro Lyceum Soc. Coop che offre servizio di doposcuola per elementari e medie nonché lezioni individuali per le superiori, si arricchisce di nuove attività forn

endo l’assistenza di un operatore qualificato nella lingua dei segni e nella didattica per studenti sordi.

Il modello di intervento pedagogico scelto è quello bilingue, ritenendo necessario l’utilizzo sia della lingua dei segni (lingua naturale) sia dell’italiano parlato e scritto (lingua acquisita).

Le strategie educative saranno personalizzate sulla base degli specifici bisogni e saranno forniti materiali integrativi finalizzati che sfruttano il canale visivo.

Il servizio si avvale della collaborazione della Dott.ssa Erika Mirante, Pedagogista e Assistente alla comunicazione diplomata in LIS.

 

Per maggiori info:

320-6307902

340-2300123

cooplyceum@gmail.com

www.facebook.com/LyceumCoop

 

LYCEUM SOC COOP
Piazza Risorgimento, 8
Formia (LT)

 


A TUTTI I PRESIDI DELLE FACOLTA’ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE

ANCHE QUESTA LETTERA è STATA SCRITTA DAL GRUPPO FACEBOOK “EDUCATORI LAUREATI IN SCIENZE DELL’EDUCAZIONE…UNIAMOCI TUTTI INSIEME!”

Nel gruppo abbiamo scritto alcune lettere di segnalazione e abbiamo deciso di pubblicizzarle così ognuno di noi la può inviare personalmente. Abbiamo iniziato con i presidi, ma non marcheranno ministri, rappresentanti politici, professori, media locali e nazionali! vogliamo segnalare l’ingiusta situazione in cui ci troviamo. ci state? insieme alle lettere pubblicheremo anche gli indirizzi e-mail!

CHIUNQUE SIA INTERESSATO è PREGATO DI ISCRIVERSI AL GRUPPO, PARTECIPARE COME PUO’ E DIFFONDERE!!!

Egregio Preside,

siamo “Educatori Professionali” laureati presso le Facoltà di Scienze della Formazione di tutta Italia. Ci rivolgiamo a Lei ed ai suoi colleghi delle facoltà di Scienze della Formazione e di Medicina e Chirurgia degli Atenei di tutta la nostra penisola per chiederVi COLLABORAZIONE e SUPPORTO, in favore del rafforzamento della nostra figura professionale.

Come lei saprà, dall’anno accademico 2001/2002 il MIUR ha individuato due diverse classi di laurea per la formazione di educatori: da una parte la SNT/2, denominata “Professioni sanitarie della riabilitazione”, attraverso la quale si consegue il titolo di “Educatore Professionale” e la relativa abilitazione per lavorare in qualsiasi struttura pubblica e privata, sia in ambito sociale che sanitario (avendo la possibilità di accesso ai relativi concorsi pubblici); dall’altra parte la L19 (già L18), denominata “Lauree in Scienze dell’Educazione e della Formazione”, che non fornisce alcuna abilitazione e pertanto non permette l’esercizio della professione nella sanità pubblica. Questa distinzione, a nostro avviso infondata, ha comportato l’insorgere di una vera a propria discriminazione nei confronti dei laureati classe 19, oltre ad aver dato alla figura dell’educatore una connotazione sanitaria che non gli appartiene.

A causa della mancanza dell’abilitazione sanitaria, senza la quale oggi non è possibile lavorare nei servizi sanitari, gli “Educatori Professionali” laureati presso le facoltà di Scienze dell’Educazione e della Formazione non trovano spesso un corretto inserimento lavorativo, nonostante la loro formazione universitaria li renda delle figure potenzialmente pronte ad operare sia nel settore sanitario che sociale: la quasi totalità dei corsi di studio per Educatori (classe 19, ex 18) prevede, infatti, diversi esami e tirocini formativi nell’ambito sanitario.

Chiediamo a voi Presidi delle due facoltà di tutte le regioni d’Italia di discutere e intraprendere una decisiva azione in difesa della nostra professione. Dopo anni di lavoro ed esperienza trascorsi sia nei servizi pubblici che nel privato sociale e sanitario riteniamo che non sia più procastinabile la creazione di un unico percorso di formazione che nell’ambito dello stesso consenta di ottenere una o più specializzazioni così come avviene per la formazione del medico, dello psicologo, del sociologo, ecc. In questo modo si può ridare centralità all’ambito pedagogico ed alle competenze educative, proprio in linea con la definizione contenuta nel decreto ministeriale 520/98, che definisce proprio la figura dell’Educatore Professionale. Pensiamo, inoltre, si debba analizzare la situazione dei numerosi educatori formatisi nelle facoltà di Scienze della Formazione dove sono stati promossi, dopo il 1998 e pertanto in maniera errata, sbocchi occupazionali nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale.  Questa lettura è oggi comprovata da una recentissima sentenza del Consiglio di Stato N. 04960/2012REG.PROV.COLL.N. 07124/2002 REG.RIC.

Attualmente diverse facoltà di Scienze della Formazione hanno rimosso dalle loro guide l’indicazione di sbocchi professionali in ambito sanitario, senza affiancare però a questo provvedimento un’azione di tutela e promozione della figura professionale in esame.

Dato l’enorme numero di persone che avevano terminato la propria formazione prima dell’entrata in vigore del decreto 520/1998, il 27 agosto 2000 venne emanato un decreto del Ministero della Sanità di concerto con il MIUR con il quale si indicavano determinati corsi che era possibile considerare equipollenti con il titolo di “Educatore Professionale”. Per il mese di giugno 2012 era prevista una seconda sanatoria volta a fornire l’abilitazione in area sanitaria ai titoli conseguiti entro il 2000 ma rimasti fuori dai criteri stabiliti nella precedente. Nella lettera k dell’elenco contenuto nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 26 luglio 2011, viene specificato che i titoli conseguiti presso la facoltà di Scienze della Formazione sono esplicitamente esclusi dalla possibilità di ricevere l’equivalenza, cosi come anche altri titoli che non sono stati conseguiti entro determinati requisiti temporali, pure essendo cominciati precedentemente al 1998.

Cerchiamo la vostra collaborazione affinché il corso di laurea mantenga integra la sua serietà ed il valore formativo che da sempre lo ha caratterizzato.

Abbiamo vissuto sulla nostra pelle casi di persone assunte per lavorare anche per 3,50 € l’ora, oppure con turni di 24 ore consecutive, spesso a causa dell’insufficienza di personale, senza alcuna tutela e con una grande responsabilità sulle spalle. Lavorare nell’ambito della “relazione di aiuto” non è un gioco bensì una enorme responsabilità ed un enorme carico psicologico per chi sceglie di farlo. Gestire una relazione educativa con persone (siano essi bambini, adulti o anziani) che scelgono di condividere con noi i propri problemi o anche semplicemente le proprie emozioni, e che cercano spesso un conforto o un’azione di rassicurazione o contenimento, non è cosa facile

La Legge dello Stato n° 328 del 2000 prevedeva all’art. 12 che fossero emanati entro un breve lasso di tempo dei decreti attuativi identificativi delle figure professionali sociali. Altroché! Dopo dodici anni ciò non è ancora avvenuto. Dov’ è quindi il nostro profilo sociale? I decreti attuativi avrebbero dovuto tutelarci almeno nell’ambito sociale, definendo il profilo della professione, ed invece ora siamo qui dinanzi a lei Sig. Preside ad “elemosinare” quasi la nostra dignità professionale non meno pregnante di quella sanitaria. L’imprinting formativo dell’Educatore Professionale è umanistico ne siamo tutti convinti. Così come quella del chirurgo è medico, quando anche il medico non debba poi avvalersi di competenze pedagogiche. Che si dia ad ognuno, dunque, ciò che si merita. Se a tutt’oggi si ritiene ancora che la formazione debba essere frammentata e la professione spaccata ed affidata a due diverse università riteniamo principalmente questo un atto contro la scienza e contro la persona intesa nel suo sviluppo unitario tra corpo e psiche.

Denunciamo che nelle scuole non troviamo collocazione lavorativa, nel sanitario ci vogliono fuori, eppure abbiamo sostenuto innumerevoli esami in entrambi i settori, svolto tirocini etc.etc. ma, alla fine, un animatore sociale, con un corso annuale, ha un lavoro in entrambi i settori mentre noi adeguatamente formati siamo spesso costretti a doverci ri-professionalizzare per mantenere il posto di lavoro.

Nei mesi scorsi abbiamo aderito e condiviso una serie di richieste che vorremmo presentare al governo, con il testo di seguito riportato; Le chiediamo di valutarle ed eventualmente condividerle:“Siamo studenti ed educatori che ogni giorno cercano di fare con passione e professionalità il proprio mestiere, e vorremmo che la nostra figura professionale fosse riconosciuta e trattata con rispetto in ogni suo ambito di impiego.

Chiediamo al Governo di istituire un tavolo di confronto sulla figura dell’”Educatore Professionale” che possa coinvolgere il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il MIUR, il Ministero della Salute, rappresentati del mondo universitario (compresi rappresentanti del mondo studentesco) e delle associazioni di educatori maggiormente attive a livello nazionale. Crediamo sia opportuno ridiscutere il decreto 520/98 per estendere il riconoscimento e le tutele anche agli educatori che si formano presso la facoltà di Scienze della Formazione. Pensiamo, inoltre, si debba valutare la possibilità di creare un unico percorso di formazione in cui ridare centralità all’ambito pedagogico ed alle competenze educative, tutto ciò in linea con la definizione della figura professionale contenuta nel suddetto decreto ministeriale.

Al riguardo chiediamo altresì che venga analizzata la situazione dei numerosi educatori formatisi nelle facoltà di Scienze della Formazione dove sono stati promossi, dopo il 1998 e pertanto in maniera errata, sbocchi occupazionali nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale.

 

Chiediamo infine che vengano individuati in maniera chiara i profili delle figure professionali per l’ambito socio-sanitario, e soprattutto che vengano definiti i profili professionali delle figure professionali sociali come previsto all’articolo 12 della legge 328/2000: “Con decreto del Ministro per la solidarietà sociale, da emanare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con i Ministri della sanità, del lavoro e della previdenza sociale, della pubblica istruzione e dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, (…) sono definiti i profili professionali delle figure professionali sociali”.

Gentile Preside siamo sicuri della Sua imminente presa di posizione rispetto a questa sconcertante vicenda tutta italiana (siamo gli unici in Europa ad avere un doppio profilo) che sinteticamente Le abbiamo esposto. Ci auguriamo che lei possa fare quello che è in suo potere fare affinché il corso di Scienze dell’Educazione non perda il suo prestigio e gli Educatori Professionali abbiano intatta la loro identità professionale tanto nel settore sanitario quanto in quello sociale.

Le porgiamo i nostri più sinceri saluti.

Educatori Professionali d’Italia


Lettera Aperta Ai Ministri Sanità-Istruzione-Lavoro E Alle Commissioni Parlamentari

LETTERA SCRITTA DAL GRUPPO FACEBOOK: “EDUCATORI LAUREATI IN SCIENZE DELL’EDUCAZIONE SOCIALE…UNIAMOCI TUTTI INSIEME!”

 

Al Ministro della Sanità on. Renato Balduzzi

Al Ministro dell’Istruzione on. Francesco Profumo

Al Ministro del Lavoroon. Elsa Fornero

agli on. Deputati delle Commissioni Sanità e Istruzione della Camera dei Deputati

Agli on. Senatori delle Commissioni Sanità e Istruzione del Senato della Repubblica

P.C. Alla Conferenza Nazionale dei Presidi di Scienze dell’Educazione

Oggetto: Richiesta di modifica al Decreto 520/98. Equivalenza delle lauree in “Educatore Professionale” conseguite al di fuori della Facoltà di Medicina.

Siamo “Educatori Professionali” laureati presso le Facoltà di Scienze della Formazione in diverse città italiane. Ci rivolgiamo ai Ministri in indirizzo e alle Commissioni Parlamentari preposte per chiedere di esaminare con urgenza la grave situazione che stiamo a descrivervi  e che penalizza, discrimina e lede i diritti costituzionali di decine di migliaia di laureati:

Dall’anno accademico 2001/2002 il MIUR ha individuato due diverse classi di laurea per la formazione di educatori: da una parte la SNT/2, denominata “Educazione Professionale”, attraverso la quale si consegue il titolo di “Educatore Professionale” e la relativa abilitazione per lavorare in qualsiasi struttura pubblica e privata, sia in ambito sociale che sanitario (avendo la possibilità di accesso ai relativi concorsi pubblici); dall’altra parte la classe di Laurea L19 (già L18), denominata “ Educatore Professionale”  o “Educatore Professionale di Comunità”, conseguita presso le Facoltà di Scienze dell’Educazione e della Formazione” che, secondo la normativa, non fornirebbe alcuna abilitazione e pertanto non permetterebbe l’esercizio della professione nella sanità pubblica e/o privata convenzionata. Nella realtà, le Università, per circa 12 anni, hanno continuato a tenere in vigore ordinamenti didattici (approvati dal MIUR) e guide dello studente che indicavano come sbocchi occupazionali anche il settore sanitario.

Anche dal punto di vista formativo, le stesse facoltà di Scienze della Formazione e dell’Educazione, che comunque fino a circa il 2004/2005 erano le uniche a formare educatori professionali,  hanno mantenuto per i propri studenti gli ambiti disciplinari MED e i tirocini presso le Asl o presso enti convenzionati con le Aziende sanitarie, dando pertanto ai laureandi tutte le necessarie competenze per operare in ambito integrato così come operano gli assistenti sociali, i laureati in psicologia e così come prescrive anche la legge 328/2000.

Questa distinzione normativa, nata dal decreto 520/98 e seguita da leggi di equipollenza, a nostro avviso  fondate sulla mancata cognizione di quanto sopra descritto, ha comportato l’insorgere di una vera e propria discriminazione nei confronti dei laureati classe L18 / 19, dando alla figura dell’educatore una connotazione prettamente sanitaria che non gli apparterrebbe. Infatti questa sanitarizzazione e sdoppiamento dei profili rappresenterebbe un’anomalia rispetto agli ordinamenti universitari del resto d’Europa.

A causa di questo mancato riconoscimento “sanitario”, senza il quale oggi non è possibile lavorare in ambito sanitario, gli “Educatori Professionali” laureati presso le facoltà di Scienze dell’Educazione e della Formazione vengono licenziati da posti di lavoro che occupavano da anni e non trovano più un corretto inserimento lavorativo.

Chiediamo ai Ministri competenti in indirizzo e  alle competenti Commissioni Parlamentari di Camera e Senato di intraprendere una decisiva azione in difesa della nostra professione. Dopo anni di lavoro ed esperienza trascorsi sia nei servizi pubblici che nel privato sociale e sanitario, riteniamo che non sia più procrastinabile la creazione di un unico percorso triennale di formazione che nell’ambito dello stesso consenta di ottenere una o più specializzazioni così come avviene per la formazione del medico, dello psicologo, del sociologo, ecc.

In questo modo si può ridare centralità al profilo unico dell’educatore professionale che opera nei servizi sociali e sanitari con un approccio integrato, con competenze educative e pedagogiche, proprio in linea con le indicazioni contenute nella legge quadro 328/2000  che prevede un riordino delle professioni operanti nei servizi socio sanitari. Una recentissima sentenza del Consiglio di Stato N. 04960/2012 introduce il concetto di “assorbenza” riconoscendo le competenze in ambito socio- sanitario di educatori professionali laureati di Scienze dell’Educazione che si erano visti esclusi ingiustamente da un concorso indetto dalla Asl di Firenze.

Attualmente diverse facoltà di Scienze della Formazione, per non incorrere in sanzioni dell’Antitrust, dal Miur o dai Tribunali,  hanno rimosso dalle loro guide l’indicazione di sbocchi professionali in ambito sanitario, senza affiancare però a questo provvedimento un’azione di tutela e promozione della figura professionale in esame.

Dato l’enorme numero di persone che avevano terminato la propria formazione prima dell’entrata in vigore del decreto 520/1998, il 27 agosto 2000 venne emanato un decreto del Ministero della Sanità di concerto con il MIUR con il quale si indicavano determinati corsi che era possibile considerare equipollenti con il titolo di “Educatore Professionale”. Per il mese di giugno 2012 era prevista una seconda sanatoria volta a fornire l’abilitazione in area sanitaria ai titoli conseguiti entro il 2000 ma rimasti fuori dai criteri stabiliti nella precedente. Nella lettera k art. 6 dell’elenco contenuto nel testo della Conferenza Stato Regioni del 10 Febbraio 2011 e norme ad esso collegate, viene specificato che i titoli conseguiti presso la facoltà di Scienze della Formazione sono esplicitamente esclusi dalla possibilità di ottenere l’equivalenza, cosi come anche altri titoli che non sono stati conseguiti entro determinati requisiti temporali, pure essendo cominciati precedentemente al 1998.

Cerchiamo la vostra attenzione e impegno legislativo affinché il corso di laurea mantenga integra la sua serietà ed il valore formativo che da sempre lo ha caratterizzato.

L’imprinting formativo dell’Educatore Professionale è umanistico così come lo è negli altri paesi europei.

Chiediamo al Governo di istituire un tavolo di confronto sulla figura dell’”Educatore Professionale” che possa coinvolgere il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il MIUR, il Ministero della Salute, rappresentanti del mondo universitario (compresi rappresentanti del mondo studentesco) e tutti coloro che hanno promosso ricorsi giudiziari per vedersi riconoscere i diritti negati.. Crediamo sia opportuno ridiscutere il decreto 520/98 per estendere il riconoscimento e le tutele anche agli educatori che si formano presso la facoltà di Scienze della Formazione e dell’Educazione.

Riteniamo giusto esaminare e risolvere l’ingiusta situazione professionale e lavorativa dei numerosi educatori professionali formatisi nelle facoltà di Scienze della Formazione dove sono stati pubblicizzati, dopo il 1998, sbocchi occupazionali nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale.

Chiediamo infine che vengano individuati in maniera chiara i profili delle figure professionali per l’ambito socio-sanitario, e soprattutto che vengano definiti i profili delle figure professionali, come previsto all’articolo 12 della legge 328/2000: “Con decreto del Ministro per la solidarietà sociale, da emanare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con i Ministri della sanità, del lavoro e della previdenza sociale, della Pubblica Istruzione e dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica, (…) sono definiti i profili delle figure professionali sociali”.   Siamo certi della Vostra sensibilità su quanto esposto e rimaniamo in attesa di un vostro riscontro.

Educatori Professionali per il profilo unico socio-sanitario e per l’equivalenza delle lauree

Recapito per la risposta:  educatoriperprofilounico@email.it


ViviVerde cosmetici della Coop: episodio III

Dopo aver testato il prodotto è arrivato il momento di fare qualche considerazione!

In breve, di seguito, punti critici e punti forti venuti fuori anche dal confronto con le fortunate amiche che hanno ricevuto il prodotto.

Prima nota critica: i campioncini erano un pò piccini…dunque sono durati troppo poco…dunque è possibile solo farsi un’idea della qualità del prodotto…
In linea di massima, ciò che piace di più è certamente la fragranza, fresca e profumata.

Il latte detergente è risultato piuttosto efficace e non irritante.

La crema viso è densa, cremosa e non unge.

Un pò troppo leggerina la crema per il corpo.

 

Globalmente possiamo ritenerci soddisfatte!!!!

 


ViviVerde cosmetici della Coop: episodio II

I due kit sono stati consegnati alle due amiche fortunate! Ho scelto di consegnarli uno ad un’amica molto molto scettica nei confronti di questi tipi di prodotto ed un’altra, invece, più propensa all’utilizzo di prodotti naturali…vedremo che ne uscirà!

 

Per quanto mi riguarda ho cominciato a testare il latte detergente e la crema per il viso e non mi sembrano affatto male…ma ancora è presto 😉

 

 


ViviVerde cosmetici della Coop: episodio I

Salve Blogger,

vorrei riprendere (dopo un periodo forzato di assenza) parlndovi di una campagna di passaparola a cui ho preso parte.

Di che sto parlando? Cominciamo dall’inizio. Conoscete Zzub ? Dunque Zzub è il social network del passaparola. “La community è composta da consumatori consapevoli che vogliono provare prodotti e servizi, condividere la loro esperienza d’uso con la propria rete di conoscenze e avere un rapporto diretto e di fiducia con le marche dei prodotti che acquistano.” Ai suoi iscritti Zzub offre l’opportunità di testare dei prodotti per conto dei diversi marchi e di esprimere la propria opinione positiva o negativa che sia.

Questa volta la campagna a cui ho aderito riguarda i prodotti cosmetici linea ViviVerde della Coop.

Ho ricevuto tre kit, uno per me e due da far testare a due fortunate amiche. Eccoli qui

 

 

 

 

A breve quindi si passerà alla fase della sperimentazione del prodotto nonchè della sua distribuzione alle amiche 😉


TUTTI I SANTI GIORNI

Per il giorno 11 Ottobre è prevista l’uscita del nuovo film di Virzì … tutti i santi giorni
Io adoro Virzì e il suo ultimo film che ho visto “La Prima cosa bella ” … speriamo anche questo sia all’altezza!!!! Dando un’occhiata al trailer mi sembra proprio che vale la pena andare a verificare 🙂

http://www.youtube.com/watch?v=yqtfywGOI80


Les passantes – Le passanti