Entropatica, educazione e dintorni…

Voglio segnalare un sito a cui sto cercando di dare vita: Entropatica

È un’idea che avevo da tempo, ma avevo sempre rimandato, finalmente qualche giorno fa mi sono detta : proviamo!

Eh già…infatti si tratta per ora solo di una prova, un tentativo, vedremo cosa ne verrà fuori…se a qualcuno interessa date uno sguardo e ditemi cosa ne pensate e magari  qualche consiglio per migliorarlo…


Educatori scrivete tutti al governo!!

 

“In attesa di mettere in atto iniziative organizzate dal punto di vista legale e politico, è importante farsi sentire. SCRIVETE TUTTI, dedicate 10 minuti del Vostro tempo per denunciare la nostra situazione di studenti/esse, di laureande/i e e laureati che hanno fatto esami di medicina, che hanno confidato nelle pubblicazioni dell’Università, che hanno svolto tirocini delle ASL per poi vedersi preclusi il lavoro e i concorsi nel settore sanitario.”

Dal sito di Domenico Ciardulli

l’articolo completo qui


Io vulesse truvà pace


Fondali misteriosi…


vediamo perchè il titolo di un post si sovrappone alla data?

Vediamo che accade….


Giovannino Perdigiorno

Giovannino Perdigiorno
ha perso il tram di mezzogiorno,
ha perso la voce, l’appetito,
ha perso la voglia di alzare un dito,
ha perso il turno, ha perso la quota,
ha perso la testa (ma era vuota),
ha perso le staffe, ha perso l’ombrello,
ha perso la chiave del cancello,
ha perso la foglia, ha perso la via:
tutto è perduto fuorchè l’allegria.

_Gianni Rodari_


L’imbroglio dei Corsi di Laurea in “Educatore Professionale”.

Riporto qui di seguito un appello, promosso da un Educatore professionale Dott. Domenico Ciardulli, al quale ho aderito e che mi sento di diffondere.

Si tratta di una “truffa-inganno” (le virgolette potrebbe anche essere omesse)da parte dell’Università degli Studi Roma Tre, che va avanti ormai da decenni.

ROMA: L’IMBROGLIO DEI CORSI DI LAUREA IN “EDUCATORE PROFESSIONALE”

UN RICORSO COLLETTIVO AL TAR DEL LAZIO ?

Un gruppo di educatori professionali laureati presso l’Università di Roma Tre ha consultato nei giorni scorsi un noto studio legale per esaminare la fattibilità di un ricorso collettivo presso il TAR del Lazio teso ad impugnare il decreto ministeriale n. 520/98. Tale decreto, all’art. 3 così recita:Le Università provvedono alla formazione (dell’Educatore Professionale ndr) attraverso la facoltà di medicina e chirurgia in collegamento con le facoltà di psicologia, sociologia e scienza dell’educazione“. 

Da circa 10 anni l’Università di Roma Tre si sta rendendo responsabile di un “raggiro”, di una sorta di pubblicità ingannevole a danno di migliaia di studenti e laureati presso la Facoltà di Scienze della Formazione. Si tratta del corso di laurea triennale in “Educatore Professionale di Comunità” (EPC), un corso  con circa 600 ore di tirocinio e una quarantina di esami da superare i cui ambiti disciplinari spaziano nel “sociale” e “sanitario”. 

Dove sta l’imbroglio? L’Università degli Studi Roma Tre, nel reclamizzare il corso di Laurea in questione sulla Guida dello Studente e sul sito web ufficiale così  scrive a proposito degli sbocchi occupazionali:

“l’Educatore di Comunità opera come:
- educatore di comunità nell’area sociosanitaria, presso centri ospedalieri, ASL, strutture di ricovero, case di riposo, servizi predisposti da comuni e circoscrizioni, con l’impegno di migliorare la qualità della vita di disabili, traumatizzati, individui con malattie mentali;”

E’ però accaduto che tutti quegli educatori professionali dell’Università di Roma Tre che in questi anni hanno partecipato ai concorsi indetti dalle Aziende Sanitarie di tutta Italia si sono visti recapitare a casa una raccomandata che li escludeva dal concorso con la motivazione che il titolo di studio rilasciato dall’Università di Roma Tre non abiliterebbe a lavorare in ambito sanitario.

E’ anche accaduto che educatori professionali laureati presso l’Università di Roma Tre, assunti a tempo determinato presso associazioni e/o cooperative convenzionate con le Asl, sono stati indotti dal timore di perdere il lavoro, a ricominciare tutto daccapo, a reiscriversi all’Università di Tor Vergata, fare un test di ingresso, pagare altre tasse esose, svolgere altre 800 ore di tirocinio, sborsare 25 euro di tasse per ogni credito acquisito, e superare altre decine di esami specialistici di “medicina”. Anni di studio e di tirocinio precedenti, risorse economiche, tempo di vita, buttati al vento. Un vulnus giuridico enorme che colpisce tuttora centinaia di giovani studenti inconsapevoli di comprare libri, pagare tasse e studiare per acquisire un profilo professionale “monco”.

Qualora nel prossimo mese di gennaio il ricorso legale collettivo dovesse essere intrapreso, Il Tribunale Amministrativo del Lazio dovrà accertare la legittimità del Decreto Ministeriale 520/98 e la conseguente disparità di trattamento e di opportunità lavorative tra laureati ( di classe 18 e di classe 2SNT ) che hanno conseguito identica qualifica di “Educatore Professionale”.

In subordine, il Tribunale dovrà accertare gli eventuali gravi danni morali e materiali a carico di migliaia studenti “ingannati” dalle false prospettive occupazionali illustrate nelle pubblicazioni dell’Università di Roma Tre. Un meccanismo di pubblicità ingannevole quasi simile si è verificato a Catania dove, al primo grado di Giudizio, l’Università è stata condannata a risarcire 15mila euro per ogni laureato, come comprova questo video di “Striscia la Notizia”

I laureati e i laureandi dell’Università di Roma Tre, come già in passato hanno fatto i loro colleghi campani attraverso un appello ai ministri predecessori, chiedono ai Ministri competenti del Governo Monti e alle Università italiane che il profilo dell’Educatore Professionale sia unificato, che il relativo titolo di studio, conseguito nelle Facoltà diverse da Medicina, sia riconosciuto in ambito sociale e sanitario e che sia sanata per sempre la grande e irrazionale storpiatura normativa: L’Educatore non può essere un “paramedico” costretto a studiare “anestesiologia”, “radiologia” ecc. ma è una figura professionale che, per definizione, ha competenze socio-sanitarie integrate, come gli assistenti sociali e psicologi, i quali lavorano nel Sociale e  nella Sanità senza aver avuto l’obbligo di formarsi presso le Facoltà di Medicina.

Tutti coloro che dal 2002 ad oggi si sono laureati presso l’Università di Roma Tre e volessero aderire al ricorso legale collettivo possono inviare una mail al seguente indirizzo indicando una modalità di contatto diretto per cercare di allargare la rete: educatoriperprofilounico@email.it . Per informarsi ulteriormente esiste su facebook un gruppo tematico. Ovviamente, l’iniziativa prenderà corpo se il numero dei partecipanti sarà consistente. Un buon numero di ricorrenti renderà irrisoria la spesa individuale per ciascuno a fronte di un obiettivo importantissimo quale è il futuro degli Educatori Professionali.

Ci si augura che le associazioni di categoria “Anep”, “Apei”, “Siped”, “Udu” ecc, vogliano sostenere concretamente questa iniziativa. Allo stesso modo è importante il ruolo che, sul merito, vorranno svolgere tutti i rappresentanti degli studenti eletti all’interno dei Consigli di Facoltà dell’Università di Roma Tre: questa è una battaglia di diritto che vuole restituire piena dignità professionale a tutte quelle persone che si sono già laureate o che stanno per laurearsi all’Università di Roma Tre.

Domenico Ciardulli


La pagina 18 e la sua storia

Questo blog è emigrato con non poche difficoltà da una terra lontana e ormai arida, quasi morta: splinder.

Come ogni emigrante l’idea di lasciare forzatamente la propria terra d’origine ha generato perdite, sofferenze, difficoltà di ambientamento, di comprensione di un mondo del tutto nuovo. Quello che è in atto è un vero e proprio tentativo di integrazione che, anche se lentamente, sono certa che avverrà.

Ma poichè sono fermamente convinta dell’importanza delle radici, della storia e delle motivazioni che stanno dietro alle persone, alle cose, alle azioni credo che sia indispensabile non dimenticare come è avvenuta la nascita di questo blog. Per questo ho deciso di riportare qui il primo post che scrissi sabato 2 giugno 2007 alle ore 20:28 :)

      Inizio con Gianni Rodari

“Dove sarà andata a finire la pagina 18?”…no non è il delirio di una blibliotecaia smemorata o di un’enciclopedia animata…è semplicemente una luna di Gianni Rodari. Una luna che scrive le sue memorie…

Le memorie della Luna

La luna scrive le sue memorie. Non ha penna nè matita, perciò è costretta a scrivere con una stella cometa, intingendone la coda nel buio della notte. Non ha nemmeno carta, scrive sulle nuvole, che poi volano via.

Ogni tanto la luna si domanda:
“Dove sarà andata a finire la pagina numero 18?”
la pagina numero 18 è una nuvola che proprio in quel momento sta sciogliendosi in pioggia sulla città di Modena.
I modenesi vedono la nuvola, vedono la pioggia, ma non sospettano nemmeno che quella pioggia è fatta di parole della pagina 18.
Così la luna scrive e scrive, e le memorie il vento se le porta via.
“Ho perso la pagina 24!” si lamenta la luna.
La pagina 24 è una nuvoletta rosa che è scappata a cullarsi sul mare.
Sono riuscito a leggere solo la pagina 35, su cui la luna ha scritto:
“Sono più brava di tutte le trottole, perchè faccio tre girotondi in una sola volta: attorno a me stessa, attorno alla terra, attorno al sole. Io sono la serva della terra ma la terra non mi paga mai il mio salario. Qualche volta la pianto e vado a girare attorno al pianeta Marte, che è sapiente ed educato, e ha la pancia tutta rigata di canali diritti”.
Sulla pagina 51 (che era una nuvola bianca come il latte) la luna ha scritto:
“Ho fatto un sogno. Ho sognato che la Terra era diventata tutta rossa come il fuoco. E al posto del Polo c’era una stella”.
Il seguito non ho potuto leggerlo perchè la pagina 51 (la nuvola bianca come il latte) è volata via dalle parti di Abbiategrasso.

Gianni Rodari, Prime Fiabe e Filastrocche


Zzub

Da qualche giorno mi sono incuriosita a questo social network del passaparola: Zzub

Una community “composta da consumatori consapevoli che vogliono provare prodotti e servizi, condividere la loro esperienza d’uso con la propria rete di conoscenze e avere un rapporto diretto e di fiducia con le marche dei prodotti che acquistano. ” .

A chi fosse interessato consiglio di dare un’occhiata…per ora sto curiosando e cercando di capire un pò come funziona…vedremo :D


The danger of a single story


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